Filicudi

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Posts Tagged ‘Museo archeologico’

Riapre finalmente la sezione museale a Filicudi

Filicudi,  27/06/2010

Oggi,  domenica riapre  la sezione museale.

…..Presto anche l’antiquarium….

gli scavi archeologici

Nell’ambito degli interventi finalizzati alla valorizzazione e diffusione del patrimonio storico – archeologico dell’Arcipelago Eoliano ed assicurare alla comunità dell’arcipelago ed ai turisti la fruizione di sempre maggiori spazi ed opportunità culturali, si comunica che domenica 27 giugno p.v. sarà riaperta al pubblico la sezione museale di Filicudi. Il Museo resterà aperto fino al 7/10/2010 e sarà visitabile, gratuitamente, tutti i giorni feriali dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,30 alle ore 19,30 e nei giorni festivi dalle ore 10,00 alle ore 13,00. Effettuati i necessari interventi di manutenzione ed allestimento delle sale espositive, pertanto, l’intera comunità potrà, tra non molto, fruire del piccolo ma prestigioso antiquarium.

Museo Archeologico di Lipari

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La rocca, il Castello di Lipari

Il Museo fondato da L. Bernabo’-Brea negli anni ‘50 e dalla sua collaboratrice Madeleine Cavalier, è situato sulla rocca, nota come il Castello a Lipari, un’area pianeggiante su di un’imponente cupola vulcanica che si protende,sul,mare. Si raggiunge sopratutto a piedi dal porto degli aliscafi e delle navi, attraversando il centro del paese. E’ stata con alterne vicende abitata dall’età del neolitico fino al nostro secolo. Gli scavi eseguiti, hanno portato alla luce una successione di strati alta più di dieci metri,la sovrapposizione di resti di civiltà succeduti fino al secolo XVIII. Oggi l’area rappresenta il centro della vita culturale e della storia delle Eolie, poiché si ripercorre attraverso la visione degli scavi archeologici, dei padiglioni del museo, delle chiese principali e delle mura di fortificazioni, il percorso di una storia plurimillenaria
Il Museo è articolato in cinque padiglioni, allestiti all’interno degli edifici medioevali e moderni preesistenti sull’area del castello.

tragedia-greca IV sec a.C

tragedia-greca IV sec a.C

- la Sezione preistorica: è una panoramica dai primi insediamenti (4000 a.C.) detto del Castellaro vecchio, fino alla distruzione violenta del villaggio dell’inizio del tempo dell’Ausonio (fine X -inizi IX secolo a.C.), con reperti provenienti dall’area del Castello edialtrelocalitàdell’isola.
- l’ultima sala è dedicata alla fondazione di Lipàra greca del VI. sec. a.C.
- il Padiglione epigrafico, che conserva oltre 300 cippi funerari reperiti negli scavi di Contrada Diana
- la sezione delle isole minori, dedicata agli insediamenti preistorici, con tutta la ricchezza dei reperti rinvenuti fino ad ora.
- la Sezione Archeologia Classica, con la ricostruzione della necropoli dell’Ausonio, esposizione di sarcofagi in terracotta e in pietra lavica, ritrovati con ricchi corredi funerari; quelli di età greca (dal 580 fino 251 a.C.) e corredi di età romanica, sono inoltre esposte le ceramiche di età medievali e rinascimentali.
-la Sezione Archeologia sottomarina, in cui si possono vedere reperti rinvenuti sui fondali delle isole Eolie, di navi in transito che affondarono nel mare eoliano in prossimità di secche o scogli per improvvise tempeste: anfore per il trasporti di alimenti, vasi e ancore di varie età e di varie epoche
- la Sezione delle tombe dell’età del Bronzo e del Ferro con la loro ricostruzione e modo di cremazione
- la Sezione di Vulcanologia che introduce alla conoscenza delle caratteristiche geologiche tramite una visione di plastici, carte geografiche, campioni delle rocce vulcaniche e fotografie
- nella sezione classica, una menzione particolare, la raccolta di maschere e statuette a soggetto teatrale, ritrovate negli arredi funerari datati IV e III sec. a.C. Sono circa un migliaio e costituiscono la più ricca, completa e antica documentazione relativa al costume scenico dell’età greca e il più cospicuo finora rinvenuto

dionisio...

dionisio...

nel mediterraneo. Statuette di attori, satiri e sileni e modellini di maschere della tragedia, del dramma satiresco e della commedia che gli attori portavano sempre sul volto quando recitavano.
Rilevante è la connessione stretta tra il culto dei defunti e il culto dionisiaco, il dio del vino, dell’ebbrezza e dell’estasi che porta alla gioia; il dio che permetteva ai suoi iniziati di attingere alle eterne beatitudini dell’aldilà. Riprodotte ancora oggi e vendute dagli artigiani locali, perpetuano nel presente gli inganni, gli amori, le debolezze, le vanità e le miserie immutabili della commedia umana.
- Di notevole fattura le ceramiche del Pittore di Lipari e della sua bottega (III sec. a.C.). I vasi composti di una pasta formata dall’argilla rossa importata con il caolino di Lipari, la sua gamma di colori e di decorazioni varieggiate le hanno rese famose. Le figure s’ispirano al mondo delle divinità femminili come Era, madre degli dei ed Afrodite dea dell’amore.
E’ per tutto ciò val la pena di curiosare e spendere una giornata per questo ricco itinerario.

Depredano le navi romane

(Repubblica — 14 settembre 2008 pagina 25   sezione: CRONACA )

FILICUDI – Il Museo archeologico di Lipari lancia l’ allarme: sub “tombaroli” saccheggiano le navi romane e greche che costituiscono uno dei giacimenti archeologici più preziosi del Mediterraneo, nel mare di Filicudi. Un colpo – l’ ennesimo – alla fama turistica e storica delle isole Eolie, sulle quali già pende la minaccia dell’ Unesco di revocare la qualifica di Patrimonio dell’ umanità. I fondali di Filicudi nascondono decine d’imbarcazioni che risalgono all’IV-III secolo a. C., colate a picco sulle secche: migliaia di anfore e suppellettili costituiscono un richiamo irresistibile per i ladri di reperti, i quali, quasi indisturbati, raggiungono i 35-70 metri di profondità e depredano l’ area. «Il fenomeno ormai ha le dimensioni di un disastro incontrollabile – è l’appello del professor Sebastiano Tusa, responsabile della Sovrintendenza del Mare di Palermo – Bisogna correre ai ripari». Per raggiungere i fondali, i tombaroli del mare utilizzano ogni mezzo: hanno anche fatto ricorso a un batiscafo in grado di forare il fasciame e poi sollevare le anfore. Ostacolare i saccheggi è difficile, il presidio delle forze dell’ordine insufficiente a pattugliare l’enorme tratto di mare nel quale giacciono i relitti. «Per questo – dice Nino Terrano, responsabile di uno dei diving center di Filicudi – chiediamo l’istituzione di un’ area protetta, quella all’ interno della quale si trovano i relitti, vietata a tutti i natanti. Alla Regione qualcosa si sta muovendo, ma ostacoli e burocrazia frena le procedure». «è stato chiesto – è la replica negli uffici dell’ Assessorato dei Beni culturali di Palermo – l’ intervento del ministero competente». Finora nessuna risposta. Ma non aspettano i tombaroli, che rivendono quanto hanno trafugato realizzando ingenti affari: una sola anfora al mercato nero viene venduta tra i 2000-2500 euro. «Un relitto contiene mediamente da mille a millecinquecento anfore. Il calcolo è presto fatto» – dice Attilio Roti, studioso di archeologia marina. Il mare delle Eolie dai tombaroli pretende un prezzo alto. Negli ultimi dieci anni, durante il saccheggio, sono morti sette subacquei e almeno un’altra decina ha subito invalidità permanenti. «è l’ ora di creare strutture di sorveglianza capillari – chiede il professore Tusa – Abbiamo bisogno che le strutture pubbliche ci vengano incontro in ogni modo; servirebbero dei decreti legge». Filicudi non è la sola emergenza. L’altro casus belli dell’area è il porto turistico che dovrebbe essere realizzato con finanziamenti privati a Lipari, proprio fra i resti di un vecchio porto imperiale dell’età romana. «Il porto – dice il presidente della sezione di Italia Nostra, Valerio Franceschi – non va realizzato. L’area andrebbe invece salvaguardata. Ormai i predatori anche lì si tuffano e recuperano reperti d’ogni genere: anfore, piatti, monili e addirittura pezzi di colonnato che sostenevano vecchi templi dedicati alle divinità del mare». – LUIGI BARRICA