Filicudi

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UOMINI E PIETRE IN FILICUDI

Questo film fu realizzato nel 2005 nelle Isole Eolie, è uno dei sette documentari che compongono un dvd il cui titolo ” Iddu e le sue sorelle” sta a significare sette isole, sette microcosmi coi suoi paesaggi vulcanici,con storie di vite uniche, di tradizioni e di leggende,e ora imbevuto di turismo. Un Arcipelago considerato, dimora di dei e dee, anacoreti, poeti, artisti, monaci, avventurieri di tutto il mondo.

L’intento nostro è di mantenere, raccogliendo i pochi dati, le notizie i racconti – la memoria di questi luogo cosi’ ancora misterioso e affascinante. Ringraziando il regista Santi Minasi per la scrupolosità e l’attenzione dedicata, nonche’ la bravura. www.todoscontentos.it

(altro)

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UOMINI E PIETRE A FILICUDI Parte 2

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Filicudi: Salvate tre tartarughe “caretta-caretta”

carreta-carreta

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Al largo di Siccagni

Tre stupendi esemplari di tartaruga “Caretta – Caretta”, in difficoltà, sono stati recuperati nel limpido tratto di mare tra Filicudi e Alicudi ieri pomeriggio e trasferiti a Lipari. I rettili marini sono stati individuati al largo di un vero e proprio monumento naturale: il caratteristico scoglio de “la Canna”. Avvistate sono state caricate a bordo per le difficoltà accusate, secondo i soccorritori, nell’immersione. Le “Caretta- Caretta”, sono state, quindi, precauzionalmente trasferite al porto. Sono state quindi consegnate alla Guardia Costiera che questa mattina le invierà, sempre a bordo di un altro aliscafo, a Messina (p.p.)

postato da Eolie news @ 09:15   3 ottobre 2009

Piccole cernie eoliane

E’ bello poter vedere dei filmati, che rendono piu visibile la vita sottomarina dei pesci, il loro vivere…  il loro mondo.  Chissà se erano grande e grosse avremmo assistito alla vanità dell’inseguimento e del loro killeraggio.
Ringraziamo per questo bel filmato, questo piccolo frammento fatto nelle acque di Filicudi. E’ una rarità per Filicudi poichè, normalmente non se ne trovano … se uno ne cerca  nel web, ne trova decine, e provi  a vederli una dietro l’altro, dopo un pò ti fa venire un pò la
nausea…tutti uguali armati di bombole e fucili e rilevatori vari, gasatissimi di volerti far partecipi (con il video) delle loro imprese… e della loro bravura. Coscienti sicuri (sich! ) che altri li condiveranno e li imiteranno nella prossima Caccia Grossa .   In fondo  i  pesci hanno un pregio non urlano  e non sanguinano, si può assistere senza grosse emozioni alla loro esecuzione.  Hanno comunque tanta sensibilità da come reagiscono al colpo….
Su Filicudi è difficile trovare dei bei filmati, p e c c a t o, in cui c’è un incontro con un mondo differente, il mare, completamente differente da noi, dalla nostra visione quotidiana, dai nostri iperbolici ritmi che parla e si esprime……e ascolta,   Un mare meraviglioso quello delle Eolie, impoverito da saccheggi e abbandoni che al giorno d’oggi rimane poco o nulla: dalle Tartarughe, alla Foca Monaca, l’ultima esemplare ucciso a colpi di fucilata , le Cernie, i Saraghi, gli Scorfani, le Aragoste, quelli di passa, la varietà dei pesci diminuiti per grandezza e numero, un vero peccato per le generazioni future e nostra…

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un gruppo di lavoro di Grenpeace

 

un gruppo di lavoro di Grenpeace

 E’ successo un po’ di tempo fa ,al largo dell’isola di Filicudi.Questo è uno stralcio di una relazione fatta

La pesca del Tonno

La pesca del Tonno

da un gruppo di lavoro di Grenpeace, che mette in evidenza la storia della pesca dei tonni nelle acque del Mediterraneoe ci lascia immaginare cosa c’e’ dietro a quella  ’scatoletta di tonno che noi normalmente andiamo a comprare…. L’esempio del Ranching, del tipo d pesca , è emblematico per tutta

la fauna marina, avviene cosi’  che le proporzioni dei pesci pescati si sno ridotti a dimensioni cosi’ evidenti , che c’è solo da pensare che non gli si lascia il tempo di riprodurre … leggi   aragoste…   cernie… che vengono pescate a Filicudi indiscriminatamente atrezzati con bombole  nel perodo estivo e non, alterando cosi’ inesorabilmente quell’eqilibrio.    

Greenpeace, RainbowWarrior

Il 27 giugno, al largo dell’Isola di Filicudi, Eolie, la Rainbow Warrior ha avvistato due aerei che sorvolavano il mare a bassa quota, un rimorchiatore che lentamente trasportava una gabbia con tonni e due pescherecci, poi raggiunti da altri, che tenevano aperta una rete con dentro i tonni appena pescati. Non sappiamo con certezza se gli aerei avvistati cooperassero nelle attività di pesca in corso: l’uso diaerei per la ricognizione finalizzata alla pesca al tonno è vietato nel periodo estivo.
Greenpeace ha avvicinato i pescherecci e ha ottenuto il permesso di immergersi nella gabbia e filmare il trasferimento dei tonni appena catturati. Nella gabbia erano già presenti tonni, anche di grosse dimensioni, ma quelli appena catturati sembravano pesare circa 20 chilogrammi, come del resto ci avevano già detto gli stessi pescatori.
(L’Allegato IV riferisce altre informazioni sulle attività osservatedaGreenpeace  http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/un-deserto-chiamato-mare.pdf )

 

IL RANCHING DEI TONNI
La pesca al tonno rosso è l’ultima corsa all’oro della pesca nel Mediterraneo. Flotte sempre più potenti, finanziate anche con sussidi dei vari Paesi del Mediterraneo e della stessa Unione Europea, hanno decimato la popolazione dei tonni che si riproducono nel Mediterraneo:è rimasto solo il 20 per cento della popolazione iniziale.
La drammatica diminuzione dello stock del tonno è dimostrata dalle difficoltà di alcune flottiglie che sono rientrate a mani vuote da battute di pesca in aree un tempo ricche di questo pesce. Purtroppo, anziché diminuire, lo sforzo di pesca continua inalterato con una nuova trovata: l’ingrasso del tonno in gabbie di allevamento in mare.
Questa pratica consiste nel trasferire i tonni pescati dalle “tonnare volanti” (reti acircuizione che circondano i banchi di pesce) in gabbie mobili trainate da rimorchiatori.
Quando sono piene di tonni, le gabbie vengono portate verso siti costieri dove i tonni sono ritrasferiti in gabbie fisse.
Il tonno è “ingrassato” per qualche mese con farine a base di pesce, per essere poi esportato verso il mercato giapponese.
Questa pratica, nota anche come”ranching” presenta numerosi aspetti problematici.
Gabbia galleggiante per il trasferimento di tonni. Sullo sfondo, alcuni pescherecci (“tonnare volanti”).
La Commissione Internazionale che dovrebbe gestire la pesca del tonno (ICCAT: International Commission for the Conservation of the Atlantic Tuna) ha stabilito un massimo di tonni pescabile in Mediterraneo. Tuttavia, non è chiaro se e come i tonni catturati ed “ingrassati”sono computati nelle catture: sembra che l’ingrasso sia diventato un sistema per eludere, almeno parzialmente, le quote di cattura dei tonni. Al contrario, in questo momento è urgente ridurre lo sforzo di pesca. Il fatto che ormai gran parte dei tonni catturati pesa solo poche decine di chili è un chiaro segnale di quanto siamo pericolosamente vicini allimite del danno biologico alla specie e al collasso della pesca.
L’ingrasso dei tonni presenta un altro rischio. Per ingrassare un tonno serve ovviamente del mangime, e

aragosta

aragosta

il tonno è un predatore relativamente inefficiente nel suo tasso di conversione: ci vogliono tra 20 e 25 chilogrammi di pesce, trasformato in farina, per far ingrassare un tonno di un solo chilogrammo. Per produrre tutto questo mangime si usano spesso pesci (si tratta di pesce azzurro come lesardine) che provengono da altri oceani. Come già dimostrato in Australia, c’è il rischio concreto di introdurre nel Mediterraneo, con il mangime, agenti patogeni infettivi che potrebbero avere effetti negativi devastanti per le popolazioni locali di pesce azzurro. Altre informazioni sullo stock del tonno rosso nel Mediterraneo e sulle attività di pesca si trovano nel Rapporto “Where are all the tuna gone?”

http://www.greenpeace.org/ :  il Sito ufficiale )

GREEPNPEACE

Museo Archeologico Sottomarino di Filicudi

 

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nave-fenicia

F i n a l m e n t e  il riconoscimento ufficiale del  Museo di Archeologia Sottomarina 

Da Agosto 2008 si è aperta ufficialmente la visita usufruibile per i sub, in possesso di un brevetto di secondo livello, visitare accompagnati da una guida Eoliana con speciale licenza nelle immersioni al Museo Sottomarino nei pressi di Capo Graziano.
 
 Finalmente l’occasione di poter visitare la più bella area marina delle isole Eolie, un sito archeologico di relitti affondati, con reperti risalenti dal V secolo a.C.
 
Il luogo è circoscritto in una secca, un centinaio di metri dalla costa e raggiunge 30/70 metri di profondità. La Sovraintendenza ha intenzione di portare delle telecamere subacquee nel sito archeologico, in tal modo consentirà la visione via internet (quindi anche da casa) dei relitti di Capo Graziano.  
Essa è situato a sud-ovest dell’isola, nei pressi di Capu Grazianu, un istmo con la sua forma allungatissima, un punto particolarmente insidioso, esso offriva illusoriamente un sicuro riparo per le navi colte dalle tempeste improvvise e violente, dalle traversie dei venti e dal mare, ma purtroppo incappavano in questa secca affondando.
E’dal 1959 che son iniziati i ritrovamenti e…  i saccheggi, ma quello che si recuperò con gli anni con le varie spedizioni di studio, è assicurato al Museo Archeologico , diventando uno dei nuclei più cospicui della sezione di archeologia marina nella quale è esposto. 
 La ricchezza varia dai relitti di navi del V, IV e III sec. a.C., ai più recenti di una nave Spagnola del XVII sec. e di… un’ ala di un aliscafo.
Ai reperti di anfore corinzie, ceramiche grezze e a vernice nera di pregevole fattura, si aggiungano ancore, cannoni di bronzo e monete di varie epoche. 
Nel relitto denominato F per esempio, (sono una decina, i relitti identificati fino ad ora), alcune ceramiche ritrovate, ricordano  molto da vicino, non solo le forme ma anche nel colore dell’argilla, quelle che si producevano a Lipari al tempo del “pittore di Lipari”e degli altri maestri della ceramica policroma, testimonianza del commercio e di un’attività florida per l’esportazione, quindi non solo per l’uso locale.
Aggiungiamo il ritrovamento di un singolo pezzo, un’anfora micenea databile fra il XVI-XV sec. a.C., un rapporto stretto con l’insediamento della cultura di Capu Grazianu.

Sul sito della Regione Siciliana beni culturali, con la sovraintendenza di Sebastiano Tusa, c’è un bellissimo Home Page, ricco di informazioni per quanto riguarda eventi, normative, progetti e la rassegna stanpa.

E nel sito  http://www.progettostars.it/cam1/big_i_frame.htm  inoltrarsi nella possibilità concreta di poter assistere in diretta le immagini girate con speciali telecamere nei fondali di Cala Gadir a Pantelleria

 

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SITI ARCHEOLOGICI SICILIA

Eolie, Filicudi museo sottomarino

 

 

 Questo è un bel filmato, che illustra con una panoramica dell’isola di Filicudi alcuni punti suggestivi della costa e del mare visti a bordo della barca di Nino Terraneo. E sopratutto l’ introduzione del riconoscimento del Museo Archeologico Sottomarino, da poco istituito  e che permetterà ai sub in possesso di un patentino di secondo livello di visitare e ammirare i fondali di Capu Grazzianu, ricchi di storia e reperti archeologici. Un augurio per tutti, affinchè Filicudi e le Eolie  sviluppino sempre più un turismo e un interesse specifico delle bellezze e della storia  a cui appartengano, il loro vero e unico tesoro. Si informa che è stato anche approvato il progetto affinchè con apparecchiature e con varie telecamere, si possa vedere in web e perchè no  anche da casa in poltrona, le immagini  in diretta dal sito.

 

   Fonte:   lasiciliaweb

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“LA CHIAMEREMO ANDREA” Delfino

 

 IL DELFINO CHE GIOCA: “LA CHIAMEREMO ANDREA”                                                                     da   videopensiero
        

Un bellismo Video , una bella storia, isruttivo e … confidenzialiale, del cosa si può fare e trovare ..immergendosi nel mare.

Un video che ci giunge da Rimini, molto lontano da Filicudi, da quest isola  nell’Eolie, ma non per  i delfini, che si possono osservare anche  qui, quando in estate rasentono il molo a Pecorini, o li si vedono lontani saltellare sull’acqua.            Quando avviene è’ un bellisimo evento, c’è un passa parola generale, un gridare l’evento eccitati e tutti si affollano  al molo, nella spiaggia, al ‘Saloon’ tra le barche della praya.   

I bambini sono sempre i più veloci ad accorrere e urlare, un sesto senso molto più presente  e sviluppato di noi grandi, un bellissimo richiamo che  i delfini ci regalano e sentono, poichè ritornano  come al  teatro per il bis, …. …..lasciandoci tutti con un sorriso per essere stati partecipi di questa giornata un pò particolare…

 

 

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Prima compare “lei” e fa amicizia con i sommozzatori…  da   videopensiero
        Nell’Adriatico storie da fiaba nelle profondità del mare.

Il singolare avvistamento a largo di Rimini è avvenuto da parte dei sub dell’Associazione “Gian Neri” nel corso di un’esercitazione.
Gli esperti stanno studiando il suo comportamento giudicato rarissimo per la sua specie… Probabilmente lo chiameranno proprio così, Andrea…  il Tursiope (Tursiop truncatus), o meglio la “delfina” che sta incrociando nelle acque dell’adriatico antistanti la costa riminese.
E’ dal cinque maggio scorso che sta attirando l’attenzione dei sommorzatori della zona nuotando con loro per ore e ore al giorno, a circa tre miglia nautiche dalla spiaggia romagnola, … Normalmente i delfini sono spaventati a morte dalle bolle dei respiratori dei suqaccquei in immersione e se stanno alla larga…  quasi certamente incinta e da oggi anche in compagnia di un alter ego maschile. .
Ora sono al lavoro gli esperti della “Gian Neri” … per studiare e capire il comportamento di questa Delfina e chiarire …Testimonianza del meraviglioso incontro sono una serie di innumerevoli fotografie e filmati (sembra in alcune immagini quasi si metta in posa!) che Oltrepensiero.it vi propone … Le immagini video che regaliamo ai nostri lettori sono davvero eccezionali, mentre altre sono già in visione della Sede Regionale Rai di Bologna. .. giornali  e Ansa.
Una pubblicità non indifferente per l’Adriatico con un evento…  sarà una storia unica ed indelebile da ricordare, raccontare e sicuramente da tramandare….

Partenza da Filicudi

 Partenza da Filicudi                                                                            da          almuxo

Ci è sembrato d’obbligo inserire questo primo simpaticissimo video, la partenza e l’arrivederci con la nave verso Napoli, dopo tanto mare, tanto sole, tanti intinerari notturni e  ebrezze varie

Siamo a fine Agosto è rappresentato chi ha ancora la fortuna di rimanere in vacanza, chi ha la casa, i figli dei papà che hanno la casa e sono tanti, e gli ormeggiatori che se la godono pur lavorando ….   L’allegria è trasmessa anche nella partenza e nell’addio con la speranza di riincontrarsi presto  tuffandosi nel mare……

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Museo Archeologico di Lipari

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La rocca, il Castello di Lipari

Il Museo fondato da L. Bernabo’-Brea negli anni ‘50 e dalla sua collaboratrice Madeleine Cavalier, è situato sulla rocca, nota come il Castello a Lipari, un’area pianeggiante su di un’imponente cupola vulcanica che si protende,sul,mare. Si raggiunge sopratutto a piedi dal porto degli aliscafi e delle navi, attraversando il centro del paese. E’ stata con alterne vicende abitata dall’età del neolitico fino al nostro secolo. Gli scavi eseguiti, hanno portato alla luce una successione di strati alta più di dieci metri,la sovrapposizione di resti di civiltà succeduti fino al secolo XVIII. Oggi l’area rappresenta il centro della vita culturale e della storia delle Eolie, poiché si ripercorre attraverso la visione degli scavi archeologici, dei padiglioni del museo, delle chiese principali e delle mura di fortificazioni, il percorso di una storia plurimillenaria
Il Museo è articolato in cinque padiglioni, allestiti all’interno degli edifici medioevali e moderni preesistenti sull’area del castello.

tragedia-greca IV sec a.C

tragedia-greca IV sec a.C

- la Sezione preistorica: è una panoramica dai primi insediamenti (4000 a.C.) detto del Castellaro vecchio, fino alla distruzione violenta del villaggio dell’inizio del tempo dell’Ausonio (fine X -inizi IX secolo a.C.), con reperti provenienti dall’area del Castello edialtrelocalitàdell’isola.
- l’ultima sala è dedicata alla fondazione di Lipàra greca del VI. sec. a.C.
- il Padiglione epigrafico, che conserva oltre 300 cippi funerari reperiti negli scavi di Contrada Diana
- la sezione delle isole minori, dedicata agli insediamenti preistorici, con tutta la ricchezza dei reperti rinvenuti fino ad ora.
- la Sezione Archeologia Classica, con la ricostruzione della necropoli dell’Ausonio, esposizione di sarcofagi in terracotta e in pietra lavica, ritrovati con ricchi corredi funerari; quelli di età greca (dal 580 fino 251 a.C.) e corredi di età romanica, sono inoltre esposte le ceramiche di età medievali e rinascimentali.
-la Sezione Archeologia sottomarina, in cui si possono vedere reperti rinvenuti sui fondali delle isole Eolie, di navi in transito che affondarono nel mare eoliano in prossimità di secche o scogli per improvvise tempeste: anfore per il trasporti di alimenti, vasi e ancore di varie età e di varie epoche
- la Sezione delle tombe dell’età del Bronzo e del Ferro con la loro ricostruzione e modo di cremazione
- la Sezione di Vulcanologia che introduce alla conoscenza delle caratteristiche geologiche tramite una visione di plastici, carte geografiche, campioni delle rocce vulcaniche e fotografie
- nella sezione classica, una menzione particolare, la raccolta di maschere e statuette a soggetto teatrale, ritrovate negli arredi funerari datati IV e III sec. a.C. Sono circa un migliaio e costituiscono la più ricca, completa e antica documentazione relativa al costume scenico dell’età greca e il più cospicuo finora rinvenuto

dionisio...

dionisio...

nel mediterraneo. Statuette di attori, satiri e sileni e modellini di maschere della tragedia, del dramma satiresco e della commedia che gli attori portavano sempre sul volto quando recitavano.
Rilevante è la connessione stretta tra il culto dei defunti e il culto dionisiaco, il dio del vino, dell’ebbrezza e dell’estasi che porta alla gioia; il dio che permetteva ai suoi iniziati di attingere alle eterne beatitudini dell’aldilà. Riprodotte ancora oggi e vendute dagli artigiani locali, perpetuano nel presente gli inganni, gli amori, le debolezze, le vanità e le miserie immutabili della commedia umana.
- Di notevole fattura le ceramiche del Pittore di Lipari e della sua bottega (III sec. a.C.). I vasi composti di una pasta formata dall’argilla rossa importata con il caolino di Lipari, la sua gamma di colori e di decorazioni varieggiate le hanno rese famose. Le figure s’ispirano al mondo delle divinità femminili come Era, madre degli dei ed Afrodite dea dell’amore.
E’ per tutto ciò val la pena di curiosare e spendere una giornata per questo ricco itinerario.

Scossa di terremoto al largo di Filicudi

Purtroppo non è ancora possibile prevedere i terremoti, anche se vi sono studi che si basano su alcuni parametri che sembra che cambino quando ci si avvicina a un sisma.
Si è però ancora lontani dal poter prendere iniziative atte ad affrontare la calamità. L’unica cosa è la prevenzione, intesa come organizzazione della protezione ed eventualmente dei soccorsi.
Penso che da parte degli organi preposti vi sia molta professionalità e serietà. Conosco il problema napoletano vulcanico e direi che siamo ad un ottimo livello.
Cosa che non si può dire sull’informazione sia della collettività e sia degli organi d’informazione. Ho provato a leggere un giornale on-line siciliano e riporta per questi giorni una magnitudo di 5 gradi, forse ha confuso con le scale, ma è grave che un giornalista dica questo: dovrebbe leggere un semplice libro di scuole medie (inferiori) prima di scrivere su un giornale.

Tornando alla tua preoccupazione ovviamente non è che essendo vicine al centenario le faglie che giacciono sotto i tuoi piedi, si sono ricordate di agire. Non vi potrebbero essere nessi fra i de episodi. Piuttosto sarebbe interessante vedere se è la stessa causa quella che ha provocato le prime due scosse (lat.38, long.14) e le ultime (la.37.6, long.14.9), in pratica le prime al largo, verso l’isola Filicudi, mentre le altre ai piedi dell’Etna. Sul sito dell’INGV è possibile, se ti va di curiosare.

Dallo stesso sito si vede che il terremoto di 100 anni fa fu di 7,24 gradi, (uno dei più forti), ovviamente Richter che è la scala (logaritmica) più opportuna perché misura l’ energia sviluppata. Pensa che il ponte sullo stretto è calcolato per 7,1 che è una bella cifra, ma vuol dire che non garantisce sicurezza. Inoltre è progettato per durare 200 anni cioè giusto il tempo per dare solo immagine ad un’opera che non servirà a gran che, (beh, mi correggo, a qualcuno servirà….!).
Le due coste che uniranno si muovono l’una rispetto all’altra ogni anno (non ricordo di quanto ma è facile verificare) scorrendo ed allontandosi: il ponte si allungherà con esse?

Fonte: http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20081217141001AAraGyL