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Museo Archeologico di Lipari

La rocca, il Castello di Lipari
Il Museo fondato da L. Bernabo’-Brea negli anni ‘50 e dalla sua collaboratrice Madeleine Cavalier, è situato sulla rocca, nota come il Castello a Lipari, un’area pianeggiante su di un’imponente cupola vulcanica che si protende,sul,mare. Si raggiunge sopratutto a piedi dal porto degli aliscafi e delle navi, attraversando il centro del paese. E’ stata con alterne vicende abitata dall’età del neolitico fino al nostro secolo. Gli scavi eseguiti, hanno portato alla luce una successione di strati alta più di dieci metri,la sovrapposizione di resti di civiltà succeduti fino al secolo XVIII. Oggi l’area rappresenta il centro della vita culturale e della storia delle Eolie, poiché si ripercorre attraverso la visione degli scavi archeologici, dei padiglioni del museo, delle chiese principali e delle mura di fortificazioni, il percorso di una storia plurimillenaria
Il Museo è articolato in cinque padiglioni, allestiti all’interno degli edifici medioevali e moderni preesistenti sull’area del castello.

tragedia-greca IV sec a.C
- la Sezione preistorica: è una panoramica dai primi insediamenti (4000 a.C.) detto del Castellaro vecchio, fino alla distruzione violenta del villaggio dell’inizio del tempo dell’Ausonio (fine X -inizi IX secolo a.C.), con reperti provenienti dall’area del Castello edialtrelocalitàdell’isola.
- l’ultima sala è dedicata alla fondazione di Lipàra greca del VI. sec. a.C.
- il Padiglione epigrafico, che conserva oltre 300 cippi funerari reperiti negli scavi di Contrada Diana
- la sezione delle isole minori, dedicata agli insediamenti preistorici, con tutta la ricchezza dei reperti rinvenuti fino ad ora.
- la Sezione Archeologia Classica, con la ricostruzione della necropoli dell’Ausonio, esposizione di sarcofagi in terracotta e in pietra lavica, ritrovati con ricchi corredi funerari; quelli di età greca (dal 580 fino 251 a.C.) e corredi di età romanica, sono inoltre esposte le ceramiche di età medievali e rinascimentali.
-la Sezione Archeologia sottomarina, in cui si possono vedere reperti rinvenuti sui fondali delle isole Eolie, di navi in transito che affondarono nel mare eoliano in prossimità di secche o scogli per improvvise tempeste: anfore per il trasporti di alimenti, vasi e ancore di varie età e di varie epoche
- la Sezione delle tombe dell’età del Bronzo e del Ferro con la loro ricostruzione e modo di cremazione
- la Sezione di Vulcanologia che introduce alla conoscenza delle caratteristiche geologiche tramite una visione di plastici, carte geografiche, campioni delle rocce vulcaniche e fotografie
- nella sezione classica, una menzione particolare, la raccolta di maschere e statuette a soggetto teatrale, ritrovate negli arredi funerari datati IV e III sec. a.C. Sono circa un migliaio e costituiscono la più ricca, completa e antica documentazione relativa al costume scenico dell’età greca e il più cospicuo finora rinvenuto

dionisio...
nel mediterraneo. Statuette di attori, satiri e sileni e modellini di maschere della tragedia, del dramma satiresco e della commedia che gli attori portavano sempre sul volto quando recitavano.
Rilevante è la connessione stretta tra il culto dei defunti e il culto dionisiaco, il dio del vino, dell’ebbrezza e dell’estasi che porta alla gioia; il dio che permetteva ai suoi iniziati di attingere alle eterne beatitudini dell’aldilà. Riprodotte ancora oggi e vendute dagli artigiani locali, perpetuano nel presente gli inganni, gli amori, le debolezze, le vanità e le miserie immutabili della commedia umana.
- Di notevole fattura le ceramiche del Pittore di Lipari e della sua bottega (III sec. a.C.). I vasi composti di una pasta formata dall’argilla rossa importata con il caolino di Lipari, la sua gamma di colori e di decorazioni varieggiate le hanno rese famose. Le figure s’ispirano al mondo delle divinità femminili come Era, madre degli dei ed Afrodite dea dell’amore.
E’ per tutto ciò val la pena di curiosare e spendere una giornata per questo ricco itinerario.
Depredano le navi romane
(Repubblica — 14 settembre 2008 pagina 25 sezione: CRONACA )
FILICUDI – Il Museo archeologico di Lipari lancia l’ allarme: sub “tombaroli” saccheggiano le navi romane e greche che costituiscono uno dei giacimenti archeologici più preziosi del Mediterraneo, nel mare di Filicudi. Un colpo – l’ ennesimo – alla fama turistica e storica delle isole Eolie, sulle quali già pende la minaccia dell’ Unesco di revocare la qualifica di Patrimonio dell’ umanità. I fondali di Filicudi nascondono decine d’imbarcazioni che risalgono all’IV-III secolo a. C., colate a picco sulle secche: migliaia di anfore e suppellettili costituiscono un richiamo irresistibile per i ladri di reperti, i quali, quasi indisturbati, raggiungono i 35-70 metri di profondità e depredano l’ area. «Il fenomeno ormai ha le dimensioni di un disastro incontrollabile – è l’appello del professor Sebastiano Tusa, responsabile della Sovrintendenza del Mare di Palermo – Bisogna correre ai ripari». Per raggiungere i fondali, i tombaroli del mare utilizzano ogni mezzo: hanno anche fatto ricorso a un batiscafo in grado di forare il fasciame e poi sollevare le anfore. Ostacolare i saccheggi è difficile, il presidio delle forze dell’ordine insufficiente a pattugliare l’enorme tratto di mare nel quale giacciono i relitti. «Per questo – dice Nino Terrano, responsabile di uno dei diving center di Filicudi – chiediamo l’istituzione di un’ area protetta, quella all’ interno della quale si trovano i relitti, vietata a tutti i natanti. Alla Regione qualcosa si sta muovendo, ma ostacoli e burocrazia frena le procedure». «è stato chiesto – è la replica negli uffici dell’ Assessorato dei Beni culturali di Palermo – l’ intervento del ministero competente». Finora nessuna risposta. Ma non aspettano i tombaroli, che rivendono quanto hanno trafugato realizzando ingenti affari: una sola anfora al mercato nero viene venduta tra i 2000-2500 euro. «Un relitto contiene mediamente da mille a millecinquecento anfore. Il calcolo è presto fatto» – dice Attilio Roti, studioso di archeologia marina. Il mare delle Eolie dai tombaroli pretende un prezzo alto. Negli ultimi dieci anni, durante il saccheggio, sono morti sette subacquei e almeno un’altra decina ha subito invalidità permanenti. «è l’ ora di creare strutture di sorveglianza capillari – chiede il professore Tusa – Abbiamo bisogno che le strutture pubbliche ci vengano incontro in ogni modo; servirebbero dei decreti legge». Filicudi non è la sola emergenza. L’altro casus belli dell’area è il porto turistico che dovrebbe essere realizzato con finanziamenti privati a Lipari, proprio fra i resti di un vecchio porto imperiale dell’età romana. «Il porto – dice il presidente della sezione di Italia Nostra, Valerio Franceschi – non va realizzato. L’area andrebbe invece salvaguardata. Ormai i predatori anche lì si tuffano e recuperano reperti d’ogni genere: anfore, piatti, monili e addirittura pezzi di colonnato che sostenevano vecchi templi dedicati alle divinità del mare». – LUIGI BARRICA
Mille scuole a rischio chiusura la Regione prepara la mappa
Leggo su PatrimonioSOS.it la notizia della probabile chiusura delle scuole dei piccoli centri nella nostra regione.
VENERDÌ, 02 GENNAIO 2009 LA REPUBBLICA – Palermo
L´allarme
Addio alle elementari che non hanno più di 50 alunni, alle medie con 45, alle materne con 30
Dal 12 al 14 gennaio il tavolo tecnico Potrebbero essere sdoppiati gli istituti con oltre 900 iscritti
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Mille edifici scolastici a rischio chiusura, oltre 250 istituti da accorpare ad altri, un centinaio da smembrare. Ecco i numeri al centro della discussione sul “dimensionamento” delle scuole in Sicilia. Il dirigente generale del dipartimento Pubblica istruzione dell´assessorato ai Beni culturali, Patrizia Monterosso, ha convocato dal 12 al 14 gennaio il tavolo tecnico per la riorganizzazione della rete scolastica. Sarà in quella sede che si stabilirà il destino di moltissimi istituti. Rappresentanti degli enti locali, dirigenti degli Uffici scolastici provinciali e regionali, sindacalisti avranno il delicato compito di rivedere la distribuzione delle scuole alla luce del regolamento approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 18 dicembre. Lo scopo del governo è quello di ridurre il numero delle istituzioni scolastiche autonome e dei plessi (chiamati «punti di erogazione del servizio») per tagliare nell´Isola 4.668 posti di personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) in tre anni.
Il provvedimento contiene le regole per la costituzione delle mini-scuole: almeno 30 bambini per la scuola dell´infanzia, 50 per i plessi di elementare e 45 per la scuola media. Per le scuole materne, elementari e medie delle piccole isole e dei comuni montani questi parametri «sono suscettibili, con adeguate motivazioni, di ulteriori diminuzioni». Non si potrà comunque andare al di sotto di dieci alunni nelle scuole elementari e medie.
Secondo un primo conteggio di fonte sindacale sarebbero poco meno di mille, su un totale di 4.329, i plessi che rischiano la chiusura. Si tratta di scuole di piccoli centri dell´entroterra o delle isole minori, come la scuola elementare San Carlo di Chiusa Sclafani o l´elementare Nociazzi di Castellana Sicula. A rischio anche la scuola elementare di Alicudi e la materna a Filicudi e Stromboli.
Ma il dimensionamento passa anche attraverso l´accorpamento, e il conseguente risparmio di un posto di dirigente scolastico e uno di segretario, delle istituzioni scolastiche con meno di 500 alunni: in Sicilia sono 1.186. L´unica deroga riguarda gli istituti comprensivi dei comuni montani e delle piccole isole, che possono esistere anche con 300 alunni.
L´ultimo “dimensionamento” della rete scolastica risale al 2000. Da allora 255 scuole sono scese al di sotto dei 500 alunni. Le scuole medie Cocchiera, Roncalli e D´Acquisto di Palermo saranno probabilmente accorpate ad altre scuole vicine. Così come gli istituti comprensivi Verga e Braille. Ma il “dimensionamento” potrebbe anche toccare le mega-scuole che non dovrebbero andare oltre i 900 alunni. Più di 140 istituti siciliani hanno oltre mille iscritti. Potrebbero essere sdoppiate le cinque scuole con oltre duemila alunni: l´alberghiero Piazza e il socio-psico-pedagogico Regina Margherita di Palermo, che sono le scuole più affollate d´Italia, ma anche l´industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, l´istituto alberghiero e il liceo scientifico Galilei di Catania. Ma non solo: con quasi 1.900 studenti rischiano lo sdoppiamento, a Palermo, i licei scientifici Galilei e Croce, l´industriale Volta e il classico Meli.
s. i.