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Riapre finalmente la sezione museale a Filicudi
Filicudi, 27/06/2010
Oggi, domenica riapre la sezione museale.
…..Presto anche l’antiquarium….
Nell’ambito degli interventi finalizzati alla valorizzazione e diffusione del patrimonio storico – archeologico dell’Arcipelago Eoliano ed assicurare alla comunità dell’arcipelago ed ai turisti la fruizione di sempre maggiori spazi ed opportunità culturali, si comunica che domenica 27 giugno p.v. sarà riaperta al pubblico la sezione museale di Filicudi. Il Museo resterà aperto fino al 7/10/2010 e sarà visitabile, gratuitamente, tutti i giorni feriali dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 16,30 alle ore 19,30 e nei giorni festivi dalle ore 10,00 alle ore 13,00. Effettuati i necessari interventi di manutenzione ed allestimento delle sale espositive, pertanto, l’intera comunità potrà, tra non molto, fruire del piccolo ma prestigioso antiquarium.
Museo Archeologico Sottomarino di Filicudi
F i n a l m e n t e il riconoscimento ufficiale del Museo di Archeologia Sottomarina
Sul sito della Regione Siciliana beni culturali, con la sovraintendenza di Sebastiano Tusa, c’è un bellissimo Home Page, ricco di informazioni per quanto riguarda eventi, normative, progetti e la rassegna stanpa.
Eolie, Filicudi museo sottomarino
Questo è un bel filmato, che illustra con una panoramica dell’isola di Filicudi alcuni punti suggestivi della costa e del mare visti a bordo della barca di Nino Terraneo. E sopratutto l’ introduzione del riconoscimento del Museo Archeologico Sottomarino, da poco istituito e che permetterà ai sub in possesso di un patentino di secondo livello di visitare e ammirare i fondali di Capu Grazzianu, ricchi di storia e reperti archeologici. Un augurio per tutti, affinchè Filicudi e le Eolie sviluppino sempre più un turismo e un interesse specifico delle bellezze e della storia a cui appartengano, il loro vero e unico tesoro. Si informa che è stato anche approvato il progetto affinchè con apparecchiature e con varie telecamere, si possa vedere in web e perchè no anche da casa in poltrona, le immagini in diretta dal sito.
Fonte: lasiciliaweb
La Cultura di Capo Graziano

villaggio diCapu Grazianu
Lo scopo era di dominare le grandi vie del commercio, le materie ‘strategiche’, nelle rotte tra l’imperi dell’Egitto, il vicino oriente, ai giacimenti di stagno delle isole britanniche, passando tra lo stretto di Messina e l’isola di Malta. Le stesse materie prime che le Eolie producevano: l’allume per la concia delle pelli, per la coloritura della lana ( Wiki approfondimento),lo zolfo di Vulcano, la taglientissima ossidiana, il lapillo(wiki…), il caolino(wiki), i lavori accuratissimi di ceramiche e manufatti e il commercio di schiavi… Rendevano tutto l’arcipelago eoliano, intorno al XV sec. a.C., un quasi monopolio del mondo nei commerci e nei scambi culturali.Ricordiamo un ritrovamento di un vaso di ossidiana nel palazzo di Cnossos in Egitto, o ‘‘… ai piedi dei Pirenei fu fondata da gente di Lipara la città coloniale di Rhoda, ora Rosas”.
La leggenda di Eolo e degli Eolidi ‘..l’isola di Aiolie’, su cui regna Eolo, il re giusto e ospitale, ci dà una traccia nella comprensione di quel tempo, di quella gente, quel ciclo epico greco di oltre 500 anni più antico della guerra di Troia.
Il Chianu oPuortu è la dimostrazione del primo insediamento di genti di stirpe Eolica e fatto oggetto di ricerca di una certa ampiezza e non ancora terminato che con le loro navi, le loro tecnologie e i loro costumi dettero inizio a una civiltà interessantissima detta di Capo Graziano. Alcuni secoli dopo abbandonarono la piana, la comoda fascia costiera, per le mutate condizioni politiche e le gravi minacce dal mare ( i popoli del mare ) per la sovrastante scoscesa Montagnola, il promontorio di Capu Grazianu, più faticoso e disagevole a raggiungersi, per ragioni di sicurezza.
E’ nelle ceramiche che le somiglianze una volta strettissime si fanno fortemente divergenti, uno stile decorativo nuovo, a fini incisioni che nelle fasi iniziali non esistevano. Riflesso d’influssi delle nuove vie commerciali occidentali, iberico, Dalmati e della penisola italiana. E così nelle fasi finali della cultura di Capo Graziano (1550 a.C.), nella Grecia, quella vecchia civiltà mesoelladico basata su schemi tradizionali si evolve storicamente e rapidamente nella splendida civiltà micenea. I frammenti di ceramiche protomicenee trovati a Filicudi e al Castello di Lipari, sono i più antichi trovati in occidente, un prodotto non più solamente utilitario, ma una forma di arte minore, piccole opere d’arte, vasetti micenei a pareti sottili, con eleganti decorazioni dipinte, delle vere opere d’arte, appetibilissime dalle colonie occidentali del mar Egeo… Forse di quell’età antica o antecedente è l’Ara votiva sulla cima di Capu Grazianu, un obelisco di due metri circa, sulla cima di Muntagnuola di Pecorini la così detta ‘la petra che sona ‘’ e una iscrizione su un masso, forse un cippo funerario, chissà perché rinchiuso in un scantinato nel Museo di Lipari, e non più visibile, proveniente da Zuccu Ranni. Di cui sarebbe giusto richiederne la restituzione alle autorità e riposto giustamente al suo originale luogo.
Sul finire del XV secolo a.C. nella civiltà delle Eolie avviene un mutamento profondo, la cultura di Capo Graziano scompare improvvisamente, con forme nuove con tecniche e repertori decorativi del tutto diversi così detti ‘’del Milazzese”, con spiccata analogia della cultura di Thapsos, Naxox e Siracusa. Questo cambiamento fa pensare a nuove genti che si sono sostituite nelle isole, sovrapponendo i suoli di abitazione con materiali tipici della cultura del milazzese, ma dura poco. Da lì a poco avviene una distruzione violenta di tutti gli insediamenti eoliani e scompaiono per sempre…
Solo a Lipari, secondo la leggenda di Diodoro Siculo, si insedieranno nuove genti provenienti dalla penisola italiana e Filicudi rimarrà forse deserta per parecchi secoli fino alla rifondazione della nuova Lipara, da parte di una nuova popolazione anch’essa greca, proveniente da Cnido, nella cinquantesima Olimpiade, nel 580 a.C.


