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un gruppo di lavoro di Grenpeace

 

un gruppo di lavoro di Grenpeace

 E’ successo un po’ di tempo fa ,al largo dell’isola di Filicudi.Questo è uno stralcio di una relazione fatta

La pesca del Tonno

La pesca del Tonno

da un gruppo di lavoro di Grenpeace, che mette in evidenza la storia della pesca dei tonni nelle acque del Mediterraneoe ci lascia immaginare cosa c’e’ dietro a quella  ’scatoletta di tonno che noi normalmente andiamo a comprare…. L’esempio del Ranching, del tipo d pesca , è emblematico per tutta

la fauna marina, avviene cosi’  che le proporzioni dei pesci pescati si sno ridotti a dimensioni cosi’ evidenti , che c’è solo da pensare che non gli si lascia il tempo di riprodurre … leggi   aragoste…   cernie… che vengono pescate a Filicudi indiscriminatamente atrezzati con bombole  nel perodo estivo e non, alterando cosi’ inesorabilmente quell’eqilibrio.    

Greenpeace, RainbowWarrior

Il 27 giugno, al largo dell’Isola di Filicudi, Eolie, la Rainbow Warrior ha avvistato due aerei che sorvolavano il mare a bassa quota, un rimorchiatore che lentamente trasportava una gabbia con tonni e due pescherecci, poi raggiunti da altri, che tenevano aperta una rete con dentro i tonni appena pescati. Non sappiamo con certezza se gli aerei avvistati cooperassero nelle attività di pesca in corso: l’uso diaerei per la ricognizione finalizzata alla pesca al tonno è vietato nel periodo estivo.
Greenpeace ha avvicinato i pescherecci e ha ottenuto il permesso di immergersi nella gabbia e filmare il trasferimento dei tonni appena catturati. Nella gabbia erano già presenti tonni, anche di grosse dimensioni, ma quelli appena catturati sembravano pesare circa 20 chilogrammi, come del resto ci avevano già detto gli stessi pescatori.
(L’Allegato IV riferisce altre informazioni sulle attività osservatedaGreenpeace  http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/un-deserto-chiamato-mare.pdf )

 

IL RANCHING DEI TONNI
La pesca al tonno rosso è l’ultima corsa all’oro della pesca nel Mediterraneo. Flotte sempre più potenti, finanziate anche con sussidi dei vari Paesi del Mediterraneo e della stessa Unione Europea, hanno decimato la popolazione dei tonni che si riproducono nel Mediterraneo:è rimasto solo il 20 per cento della popolazione iniziale.
La drammatica diminuzione dello stock del tonno è dimostrata dalle difficoltà di alcune flottiglie che sono rientrate a mani vuote da battute di pesca in aree un tempo ricche di questo pesce. Purtroppo, anziché diminuire, lo sforzo di pesca continua inalterato con una nuova trovata: l’ingrasso del tonno in gabbie di allevamento in mare.
Questa pratica consiste nel trasferire i tonni pescati dalle “tonnare volanti” (reti acircuizione che circondano i banchi di pesce) in gabbie mobili trainate da rimorchiatori.
Quando sono piene di tonni, le gabbie vengono portate verso siti costieri dove i tonni sono ritrasferiti in gabbie fisse.
Il tonno è “ingrassato” per qualche mese con farine a base di pesce, per essere poi esportato verso il mercato giapponese.
Questa pratica, nota anche come”ranching” presenta numerosi aspetti problematici.
Gabbia galleggiante per il trasferimento di tonni. Sullo sfondo, alcuni pescherecci (“tonnare volanti”).
La Commissione Internazionale che dovrebbe gestire la pesca del tonno (ICCAT: International Commission for the Conservation of the Atlantic Tuna) ha stabilito un massimo di tonni pescabile in Mediterraneo. Tuttavia, non è chiaro se e come i tonni catturati ed “ingrassati”sono computati nelle catture: sembra che l’ingrasso sia diventato un sistema per eludere, almeno parzialmente, le quote di cattura dei tonni. Al contrario, in questo momento è urgente ridurre lo sforzo di pesca. Il fatto che ormai gran parte dei tonni catturati pesa solo poche decine di chili è un chiaro segnale di quanto siamo pericolosamente vicini allimite del danno biologico alla specie e al collasso della pesca.
L’ingrasso dei tonni presenta un altro rischio. Per ingrassare un tonno serve ovviamente del mangime, e

aragosta

aragosta

il tonno è un predatore relativamente inefficiente nel suo tasso di conversione: ci vogliono tra 20 e 25 chilogrammi di pesce, trasformato in farina, per far ingrassare un tonno di un solo chilogrammo. Per produrre tutto questo mangime si usano spesso pesci (si tratta di pesce azzurro come lesardine) che provengono da altri oceani. Come già dimostrato in Australia, c’è il rischio concreto di introdurre nel Mediterraneo, con il mangime, agenti patogeni infettivi che potrebbero avere effetti negativi devastanti per le popolazioni locali di pesce azzurro. Altre informazioni sullo stock del tonno rosso nel Mediterraneo e sulle attività di pesca si trovano nel Rapporto “Where are all the tuna gone?”

http://www.greenpeace.org/ :  il Sito ufficiale )

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