ESTATE 2010 VILLA LA ROSA “WINE, SOUL”
Una serata a VILLA LA ROSA, in compagnia dell’ ECLECTIC BAND,gruppo musicale siciliano che ripercorre felicemente gli anni ‘80, in un ricco repertorio di musica, suoni e colori…….
COUS COUS AL BAGGHIU DI FILICUDI ( MANOUCHE MUSIC )
Il simpaticissimo duo Carmelo e Rosario di Torregrotta nella loro ” musica manouche”, ci hanno concesso una serata indimenticabile qui al Bagghiu di Filicudi…
I Cous Cous sono un duo acustico manouche composto da due chitarristi messinesi, Carmelo Pollicino e Rosario LoMonaco.
L’intenzione del duo è quella di portare in giro la cultura zingara francese degli anni 30 rievocando le sonorità proprie del gipsy jazz, quindi passando dallo swing al valzer, dal boogie al tango o alla musica balcanica.
Massimo esponente di questa corrente musicale è stato sicuramente Django Reinhardt, un chitarrista belga compositore dei più celebri brani gipsy jazz, tra cui “Minor Swing” , brano icona di questa musica. é proprio a questa corrente che i Cous Cous si agganciano riproducendo appunto brani di Reinhardt ma anche di artisti più contemporanei riproposti in chiave gipsy
- arcipelaghi artistici -
ESTATE 2010 A FILICUDI AGLI SCAVI ARCHEOLOGICI
La Circoscrizione di Filicudi con Arcipelaghi Artistici
e’ lieta di presentarvi per la prima volta a Filicudi una manifestazione racchiusa in tre serate con spettacoli di teatro, danza, musica, che si terranno nell’ area degli Scavi Archeologici di Filo Braccio.
10 agosto
Associazione Culturale Secoli Bui
I Figli di Ciullo
con:Giuseppe Severini e Shirin Demma
Musica e teatro medievale di ispirazione trovadorica e giullaresca
13 agosto
Associazione Coral Arte Flamenco
Compagnia di flamenco Guadalmedina
Tiempo contra tiempo
con:Deborah Idelia Brancato, Giulia Compagno, Marcello Savona, Luca Fasoni e Pedro Morote Morcillo Musica e danza flamenca
16 agosto
Blueinblues
Blue in Blues & Julius E. Green
con:Max Garrubba (chitarra e voce), Francesco Balletti (organo Hammond, piano e tastiere), Peppe Imbroscì (basso), Domenico Mistretta (batteria, percussioni)
Special Guest: Julius E. Green
Concerto blues
Direzione Artistica: Donatella La Macchia
Direzione Organizzativa: Fabrizio Acquaro
Ufficio stampa: Elisa Di Salvatore
Service: Audio Tecnica Team
Con la collaborazione dei Servizi Beni Archeologici di Messina
Scavi Archeologici di Filo Braccio alle ore 22,30
Ingresso gratuito
CASA VACANZE BAGGHIU
ARCIPELAGHI ARTISTICI …...
NASCE NEL 2009 , AL BAGGHIU NELL’ISOLA DI FILICUDI UN PROGETTO IDEATO E CONDOTTO DA DONATELLA LA MACCHIA
… … ISOLE ECOLOGICHE, TEATRALI, MUSICALI, ARTI VISIVE, LABORATORI NELL’ISOLA, ISOLE GASTRONOMICHE, EROTICHE, CHE EMERGONO GRAZIE ALLA PRESENZA DI AMICI, ARTISTI CHE CON LE LORO IDEE, STORIE, PERFORMANCE, DANNO VITA A DEGLI EVENTI.
E’ UN PICCOLO PROGETTO CHE HA COME UNICO DESIDERIO QUELLO DI CREARE UNO SPAZIO DI INCONTRO, CONFRONTO, DELLE CIRCOLAZIONE DI IDEE, DELLE PROPOSTE, PER RIAPPROPRIARCI DI QUELLE PICCOLE COSE CHE AMIAMO E CHE CI PERMETTONO DI VIVERE CON LENTEZZA E CON INTEREZZA. GRATIFICANDO L’ESISTENZA E RITROVANDO IL PIACERE DI VIVERE.
IN QUESTA ESTATE 2010 GLI ARCIPELAGHI ARTISTICI EMERGONO AL ‘ BAGGHIU ‘ :
- CON FILIPPO DE MARIANO E I SUOI QUADRI…
- I COUS COUS CON LE LORO CHITARRE .
- … … E ALTRO ANCORA….
A VILLA LA ROSA :
- NUT MINUTOLI E BEPPE ARENATI ’’ WINE SOUL ’’
- ISOLA CORTOMETRAGGIO DAL PENTADATTILO FILM FESTIVAL.
- ALBAPLANO JAZZ FEELLING.
- CORAL ARTE FLAMENCO E I ‘ LASSATILA ‘ BALLARE.
AGLI SCAVI ARCHEOLOGICI DI FILO BRACCIO A FILICUDI,
UN CALENDARIO DI TRE SERATE IN CUI PRENDERANNO VITA, ISOLE DI TEATRO , DANZA, E MUSICA. PATROCINATO DAL COMUNE DI LIPARI, ASSESSORATO ALA CULTURA.
- 10 AGOSTO MUSICA CON I FIGLI DI CIULLO: MUSICA DI TEATRO MEDIOVALE DI ISPIRAZIONE TROVADORICA E GIULLARESCA
- 13 AGOSTO COMPAGNIA DI FLAMENCO GIUDAL MEDINA , MUSICA E DANZA FLAMENCA …
- 16 AGOSTO BLUE BLUES CON JULIUS E. GREEN , CONCERTO BLUES.
INVITO E’ APERTO A TUTTI …
VI ASPETTIAMO A FILICUDI !!!!!!!
DONATELLA LA MACCHIA VAL DI CHIESA CASE DEL BAGGHIU T.L. 393332193096
Meraviglie del regno dei cactus
FILICUDI Negli occhi ho ancora i bagliori rossi del vulcano di Stromboli che mi hanno salutato all’ alba. Visione primordiale, rigenerante, assoluta. E poi, di isola in isola, nell’ arcipelago delle Eolie, si sono mostrati il verde di Panarea, la luminosa Lipari, le morbidezze di Salina. Dalla nave ci si accorge già che il registro è cambiato, che Filicudi è ruvida, selvaggia, ricoperta sulle pareti scoscese da una distesa invadente di cactus, e poi ginestre, lentischio, palme nane, le stesse che gli hanno dato l’ antico nome Phoinicùsa, dal greco phoenix. Primitiva, lontanissima da noi, tanto che non viene da stupirsi quando Piero, un filicudaro acquisito, un bel signore dai capelli bianchi che tiene un orto a picco sul mare e a giorni alterni vende insalata e zucchine e pesche e pomodori freschi al porto, quando Piero, dicevamo, mi racconta di Anna, una signora che riesce a rompere le trombe d’ aria quando le vede profilarsi all’ orizzonte, le fa sciogliere come se fossero neve al sole, dicendo certe preghiere che sa lei, così come è capace di guarire, «soprattutto malattie nervose». Filicudi è piccola e aspra, pochi abitanti, 250 registrati – ma di inverno il numero cala, eccome – Pochi negozi, ristoranti, strutture turistiche, e le spiagge di sassi.
Tanto le vere Important Persons (che ci sono…) vanno in gommone e barca. Ma la vita mondana è inavvertibile dal di fuori. Filicudi sembra appena scolpita nel cieloe nell’ acqua da un gesto di Dio, essenziale, quasi non avesse una storia alla spalle, se non fosse per le belle case di classico stampo eoliano, che si protendono verso il mare con quei terrazzi e patii dalle colonne massicce e rotonde, e mostrano muri bianchi, ma anche fortemente colorati, di rosa, celeste, verde, azzurro, giallo. La cosa stupefacente è che invece tracce preistoriche dell’ età del bronzo, un intero villaggio sul promontorio di Capo Graziano, rivelano una vita organizzata dal 3000 a. C. circa, e una vocazione marinara nel secondo millennio prima di Cristo, un rapporto attivo con Malta, l’ Egeo, la penisola, che ha lasciato ceramiche di varie epoche ritrovate soprattutto nel mare davanti al Capo, tra numerosi relitti. Alcune le si possono vedere nel museo. Altre in quello più grande di Lipari. Guardi le pareti ardite conquistate dai fichi d’ India e ti chiedi come un passato così ricco sia stato possibile.
Ma se aguzzi lo sguardo, cogli qualcosa che non torna: il territorio è in gran parte terrazzato, anche se quei muri a secco ora sono crollati. L’ isola infatti era coltivata, viti, cereali, (rimangono fichi e capperi, un’ industria locale ancora oggi): fino all’ inizio del Novecento infatti gli abitanti erano circa 3500, poi il crollo, una fortissima migrazione che dopo la Prima guerra mondiale e la crisi del ‘ 29, ha portato i filicudari in Australia soprattutto, ma anche nelle Americhe. E dopo la loro partenza è iniziato l’ accaparramento delle case. Quelli che sono rimasti sono tosti, intagliati, veraci, consapevoli di abitare in un luogo specialissimo, da dove contempli per ore estasiato le isole intorno e ti ubriachi del loro volto che muta a ogni ora del giorno: lontane la mattina e avvolte in una leggera
nebbia, e poi via via con un cappello di cirri, oppure galleggianti nell’ aria quasi fossero un’ opera di Magritte, e infine, la sera, vicine, sempre più vicine, come se potessi arrivarci con quattro bracciate. A un certo punto, di mattina, è comparsa anche la Sicilia. Meraviglia. Come meraviglioso è camminare la notte, senza illuminazione pubblica: a farti luce ci pensa la via lattea, che puoi agguantare a pochi metri da te. – SUSANNA NIRENSTEIN



