Filicudi

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Itinerari via terra

Percorsi, itinerari, trekking su e giù per l’isola… a piedi.
Questa pagina è dedicata a tutti quelli che amano scoprire, inoltrarsi nella particolarità di questa isola, un vulcano di forma abbastanza conica, come ce ne sono tanti altri l’Etna, il Vesuvio, ma è la sua particolarità a fare la differenza nelle caratteristiche geologiche, le molteplici forme e stratificazioni e colori, nell’altissimo livello di biodiversità di estremo interesse per la flora e la fauna che ospita, nell’ambiente naturale che l’uomo in tutti i punti dell’isola ha reso nel tempo agevole e a suo piacimento, plasmando una fitta rete di strade, incantevoli muri a secco, qualche volta ciclopici nella forma!, ripari, canalizzazioni, una agricoltura ricca e in sintonia con la natura dell’isola. Si rimane affascinato e al tempo stesso stupito dell’insolita armonia che concilia una natura ancora intatta, integra e selvaggia con la presenza dell’uomo ora esigua ma rispettosa e sensibile a mantenere un’identità del luogo.
Camminare, è dedicato a un turismo sensibile, nella possibilità di un girovagare lento, curioso e senza meta, attento a scoprire le tracce lasciate dal tempo, dalla memoria nei resti della solidità delle pietre, nella miriade di terreni pianeggianti e ora incolti, a sentire emozionalmente una presenza, una storia non scritta ma visibile che attraversa i vari momenti della giornata trascorsi a Filicudi, regala al corpo e alla mente momenti di grande benessere…

Si consiglia un’attrezzatura semplice, con scarpe morbide ma non scivolose, una giacchetta robusta ( a secondo della stagione ) che ripari dal vento, dall’umido e da possibili strappi con la vegetazione durante il percorso e buona volontà nell’aiutare a tenere pulite le strade che si percorrono poiché il Comune ne trascura e non ne  valorizza il patrimonio

Munti Palmieri – Sciara Ranni:

Il percorso Munti Palmieri-Sciara

Munti Palmieri-Sciara Ranni

Luogo di partenza Munti Palmieri: da lì c’è una bella vista, con le spalle la Muntagna che guarda sul promontorio di Capu Grazianu, di Sierru eCanali , il pendio di Punta i l’Oranu, Cuosti ePagghiara, Picurini e il suo molo, alla destra Muntagnola con la sua cima in rilievo; il mare rivolto a Sud  contempla la Sicilia, la costa calabra e i suoi rilievi e tutte le isole Eolie (all’infuori di Struognuli situata troppo a est). Da lì s’intraprenderà un percorso verso ovest, mantenendo una media 250/300 Mt sul livello del mare, in compagnia della vista su Arcudi e attraversando VadduniSierru, Currugi e Sciaricedde, Timpuni e Lenze si raggiunge l’enorme  Sciara Ranni.  Un cedimento del terreno di 400 Mt, composta la maggior parte di sabbia vulcanica e massi rocciosi che giungono al mare, la sua vista e il suo impatto è indecifrabile e indefinibile , una visione che vista dall’alto rende gli animi silenziosi e rispettosi  di tale evento.

Media difficoltà; lunghezza del percorso due ore circa, l’attraversamento della Sciara non è incluso.

Vaddi aCriesia – Cuntrata oZuccu Ranni – Siccagni:

Il percorso Vaddi aCriesia - Cuntrata oZuccu Ranni - Siccagni

Vaddi aCriesia - Cuntrata oZuccu Ranni - Siccagni

Appuntamento alla Chiesa di Santu Stefanu Martire, nel 1681 risulta già edificata, (“…La chiesa dedicata a Santu Stefanu, presenta un prospetto imbiancato e un modesto campanile piramidale sulla destra. All’interno si nota la cantoria sopra l’ingresso, due altari su ogni lato, racchiusi in archi tondi parietali, e la nicchia centrale absidata. Sul poggio adiacente cresce un giovane castagno…”). Il percorso si snoderà in una direzione sud-est nord-ovest del periplo dell’isola, l’itinerario varierà dai 250 Mt ai 600 Mt di altitudine. Dopo Vaddi aCriesia si attraverserà il pendio Sierru iRanni, lasciando piano piano la vista di Capu Grazianu e più o meno delle isole, ma non di Struognuli situata più a est, superando alcuni Vadduni e Cuosti eBriantini ammirando le molteplici forme, la natura così varia e suoi profumi essenziali, si raggiunge Cuntrata oZuccu Ranni”,…di un dodici case basse tutte bianche o grigie…”, si incontrerà una sorgente d’acqua (a Funtanedda), per poi salendo, iniziare un insieme di più canaloni Curruggi, ricchi di vegetazione, tondeggianti e splendidi da vedersi, disegnati in una conca che scende a mare. Superati declivi e pendii, si perviene al Vadduni oSmarraturi, Punta i l’Ariedda e Vadduni eCurdunedda e che permetteranno in discesa di raggiungere il picco di Cuntrada a Ficcarrisi, composta di alcune case abbandonate. Da qui si può ammirare lo sconfinato orizzonte, la Canna e la rocciosa Arcuri, mentre alle spalle, si ergono il Timpuni eFaragghiuni, e la Muntagna. Incamminandosi per il pendio s’incontra con gli occhi a Cuntrata eSiccagni l’antico insediamento difeso da rupi e strapiombi, difesa sicura da attacchi di pirati e nemici. Essa pare una culla, un avvallamento piuttosto grande, circondato da valloni e dirupi che gode la grandiosità e il silenzio del sole che tramonta.

Media difficoltà, orario del percorso quattro/ cinque ore circa, possibilità di pernottamento rustico con sacco a pelo e viveri…e un po’ di fantasia e semplicità

Cuntrata ePicurini – Capu Grazianu – Vaddi aCriesia:

Cuntrata ePicurini - Capu Grazianu - Vaddi aCriesia

Cuntrata ePicurini - Capu Grazianu - Vaddi aCriesia

Luogo di partenza Picurini Criesia: il percorso si snoderà dal basso di Cuntrata Picurini, in direzione Sud-est, la strada comunale attraversa ampi terrazzi, una volta coltivati a grano, orzo, vigneti, oliveti e carrubi, Sierru e Canali, Punta i l’Oranu; dossi, piccole anse, declivi, passando in un luogo”… appartenente un tempo al Monastero di S. Francesco di Lipari. Nei pressi si riscontra una cisterna tonda in muratura …” , il pendio di Cuosta o Vrazzu, ci dirige poi vero la piana che separa Capu Grazianu dalla Muntagna detta Chianu o Portu coltivata una volta a orzo e olivi.
Un viottolo ”… s’inerpica tra grandi massi arrotolati, simili a sassi levigati dal mare, commisto a pietre rossicce…le terrazze..divise tra loro da robusti muri, sono interamente coltivate…” e “…le ripide e rocciose pareti a strapiombo sul mare con le lontane isole di Stuognuli, Vasiluzzo, Panaria, Vurcaniceddu, e Vurcanu e contorni della costa siciliana..dall’altro Filicuri con i suoi pendii terrazzati, l’alta Muntagna, le abbaglianti case bianche e la montagnola..”. Qui c’è il villaggio neolitico di Capu Grazianu, e più alto sulla sommità del capo, è situata un’Ara Votiva.
Guardando il mare, la sua costa è rocciosa e mostra alcune scogliere dentellate, Punta i Cola Ristuccia e Punta i Cancaranu coi suoi ampi speroni rocciosi e Praiola i Conti, una spiaggia disseminata di ciottoli levigati e adiacente lo Scugghiu i San Vartulumeu con le sue Grotticedde omonime. Lo spettacolo del luogo è superbo e stupefacente! Proseguendo e riattraversando Chianu o puortu si sale il costone del Sierru a Guardia e si raggiunge l’abitato della Guardia e della Cuntrata Rocca di Ciauli, la Criesia Vecchia a Rosa,del tutto in rovina, una edicola con volta a botte dedicata a Santu Stefanu e guardando in lontananza Struognuli e Panaria si sale il pendio di Cuntrata o Lisciu, o Timpune,fiancheggiando Fossa e Briantini, con Luocu o Calavrisieddu, si raggiunge la chiesetta di Santu Stefanu.

Media difficoltà, durata del percorso due ore e trenta circa, possibilità di pranzare con cucina tipica eoliana-locale e di rivivere un tempo antico

Munti Palmieri- Fossa eFilici- Ribbi Russi- Vaddi aCriesia:

Munti Palmieri - Fossa eFilici - Ribbi Russi - Vaddi aCriesia

Munti Palmieri - Fossa eFilici - Ribbi Russi - Vaddi aCriesia

Luogo di partenza  Monti Palmieri: l’itinerario affronta l’antica “strada del sale”, che stava a significare anticamente la via della abbondanza cioè il commercio: il vino, i prodotti agricoli, l’argilla grezza, scendevano dalle varie parti dell’isola per congiungersi in questa strada, che da Fossa Filici raggiungeva Picurini l’approdo più sicuro di Filicuri. Dai 200 Mt di partenza si arriverà ai 773,7 Mt circa della cima, salendo il tondeggiante Munti Palmieri “terrazzato in basso e coltivato a viti fin sopra la cima..”,  Vadduni e Pacci, il dorso del Binifiziu (663 Mt), e finalmente il Timpuni a Fossa.  Bello è il paesaggio che cresce e il panorama che si allarga sempre più sull’isola e il mare. La Fossa è un falso piano, non tanto grande, un promontorio che permette di osservare abbastanza facilmente, la forma, la morfologia, la costa frastagliata e le sfumature dei vari colori: dalla vegetazione mediterranea e alle sedimentazioni delle rocce nelle varie parti dell’isola.
Mantenendosi ancora alto, la strada affronta Ribbe Russi osservando i maestosi Faragghiuni, in direzione Ficarisi si attraversa un’abbondante macchia mediterranea ricca di erica, rose selvatiche, corbezzoli,  ginestre …..attraversando poi Smarraturi e Vadduni si arriva al Vadduni a Funtana, la sua fontanella e Zuccu Ranni, e da lì per la strada alta ammirando Struognuli in lontananza, attraversando piccoli pendi e Timpuni i Chiumientu, Fossa e Briantini e una panoramica visione delle isole eolie si arriva a Vaddi a Criesia.

Media/alta difficoltà, durata del percorso due/tre ore, possibilità di pic-nic sulla piana del vulcano.