Filicudi

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L’Agricultura a Filicudi nel 1870/1880

Questo è un breve estratto, tratto da quella bella raccolta eseguita dal Duca D’Austria durante  la sua permanenza sulle isole  negli anni che vanno dal 1870  al 1880, di cui estraggo principalmente tutto ciò che riguarda in particolare, l’isola di Filicudi

“  … Tra  principali attrezzi agricoli ancora in uso tra i contadini delle Lipari ricorderemo per primo l’aratro (‘Aratru‘), di modeste proporzioni, tirato esclusivamente dai buoi e impiegato per smuovere la terra in superficie. Nel1870 se ne contavano ventinove a Lipari… diciannove a Filicuri…costavano nove lire ciascuno, compreso il giogo. Altri attrezzi ancora in uso sono: la zappa a punta (‘Zappuni’), ed è impiegata per smuovere la terra.
Il‘Marrabbieddu’, una sorta di zappa di notevoli dimensioni… Esso è costituita da due ali ,una lama e l’altra a punta e si adopera per rimuovere i terreni tufacei nelle zone collinari o per l’impianto, in profondità, nei vigneti. Sene conoscono due tipi:il ‘Marrabbieddu ca cetta’ impiegato per lo scasso dei terreni
e il ‘Marrabbieddu ca punta’ usato per cavare le pietre. Diffusa è anche una piccola zappa (‘Zappudda‘) che serve per la semina nei declivi o sotto i ‘Prieuli‘. Gli attrezzi sono: il ‘Runcigghiu‘ a lama fine e con un manico di legno, e  si fa largo uso largo uso per cimare leviti ;la ‘Runcedda‘ impiegata nella pota e nella pulitura degli alberi; la ‘Runca‘ in vendita a due lire, che adopera per potare gli alberi, tagliare la legna ed aggiustare i pali per le viti; l’accetta (‘Cittudda‘), che serve a spaccare la legna e a troncare gli alberi, la ‘Fauci i metiri’… che serve per tagliare il grano,e il ‘Faucigghiuni‘ … ed è impiegato per tagliare l’erba. Tra i più comuni attrezzi dei muratori ricordiamo la ‘Picozza per forzare, il ‘Piccuni ca cetta’ per abbattere i muri, il ‘Piccuni’ per spaccare la pietra ed infine la ‘Martiddina‘ per scalfire gli intonaci.
I terreni delle Isole Lipari son coltivati, press’a poco,tutti allo stesso modo. In agosto e in settembre si sparge il concime: in ottobre si arano i campi; in novembre e dicembre si semina e poi si rivolta la terra. Le coltivazioni sono alterne: un anno frumento ed un anno fave o altri legumi; il raccolto è annuale. Ogni due o tre anni i campi si lasciano incolti o a ‘Maisa‘. Il concime è costituito da erba e paglia macerate insieme ad escrementi di bue o di asino.
Spesso si utilizza il concime di maiale, di pecora e di capra. Esso viene trasportato in parte dalle ‘Mannari‘, ricoveri per animali o si produce sul posto costruendo un recinto di arbusti, irto di spine, dentro il quale si racchiude il bestiame per qualche notte. Il recinto si sposta opportunamente da una parte all’altra del campo finché questo non è stato interamente concimato. Un’altro sistema di concimazione praticato è quello della ‘Lupinata‘. I lupini, seminati il quattordici di ottobre, vengono tagliati in aprile o negli ultimi giorni di marzo e lasciati a marcire sul posto, appena interrati. Per liberare i campi dai sassi, si usa raccogliere e riversarli nelle pietraie…la irrigazione nelle Isole Lipari è scarsa… l’acqua,attinta per mezzo di secchi (‘Bigonci’), è riversata in una botte  (‘Tinu‘) da cui si distribuisce, attraverso canaloni appositamente scavati nella terra,a tutto il fondo….La superficie delle Isole Lipari, comprese le aree coperte dalle costruzioni, è di 38.583, 84 are, 63 centiare e 46 miliare. L’aspetto del terreno sensibilmente eterogeneo a seconda delle isole e delle ‘Cuntrate’. Si presenta con consistenze sabbiose… argilloso, lapilloso, oppure nero esuberante. Irrilevanti sono le superfici incolte anche nei siti montuosi e ciò sembra dipendere dall’eccessivo frazionamento della proprietà e dall’interesse che ne consegue per numerosi abitanti di sfruttare opportunamente, ogni piccolo appezzamento utilizzabile…

Estensioni coltivate, specialmente a vigneti
… Filicuri 129.655 ettari, 92 are, 90 centiare… Lipari 469.683 He… le estensioni incolte a Filicuri 120.076 he, 7 are, 50 centi. L’agricoltura delle Lipari trae i suoi maggiori proventi dai seguenti prodotti, destinati tutti all’esportazione: ‘Passulina‘, ‘Passuli’, vino, capperi e Malvasia.

La produzione del grano, dei legumi e dell’olio  è invece inferiore al fabbisogno della popolazione per cui è necessario importare tali prodotti da Napoli e dalla Sicilia. Filicuri…produce più cereali (frumento in particolare ed orzo) ed olio, che vino…con l’aggiunta di una notevole quantità di capperi. I raccolti del grano e dell’orzo procurano a quest’Isola una entrata media per anno, di 7000 lire; il vino di 3000; l’olio di 2000; i capperi di 3000 e infine i fichi secchi di 1000 lire…

Nelle isole prevale l’abitudine di far crescere gli ulivi senza alcuna cura e quasi allo stato naturale. Essi si presentano particolarmente rigogliosi… a Filicuri su tutta l’isola.
L’innesto per la produzione degli ulivi si pratica alla radice e viene poi
trapiantato in profondità dentro un cesto che non si recupera. Sulle diverse Isole si contano: 5629 a Lipari; 4872 a Salina; 2000 a Stromboli;12975 a Panaria; 16742 a Filicuri e 270 ad Alicuri. L’incuria non consente adeguati raccolti e ne soffre anche la qualità. Particolarmente nociva si rivela la mosca di maggio che distrugge i fiori appena spuntati, nonché una specie di lichene, di recente apparizione, che fa appassire le foglie dopo averle accartocciate.Se al tempo della maturazione si verificano grandi calure o venti forti, la pianta si ricopre spesso di una lanuggine che ne compromette la raccolta. Le olive in questo caso vengono chiamate ‘Cuttunienni’, si raccolgono allora in anticipo, tra gli ultimi di ottobre e i primissimi di novembre… Le olive destinate alla lavorazione si lasciano macerare per quindici o venti giorni, prima di avviarle ai frantoi (‘Trappiti’) che sono tutti a trazione manuale o animale. Al momento se ne contano due a Fil. Dalle olive triturate si ricava una pastache si raccoglie in appositi contenitori, ovali e piatti.(‘Spuorti i frasca’), confezionati con le stessaiuta adoperata per le gomene. I contenitori vengono quindi sistemati a tre o quattro per volta, sotto un torchio di legno, azionato a mano, che si stringe fintanto che sgorga l’olio. Non si conoscono i torchi di metallo. Dopo una prima spremitura si aspergono le sporte con acqua calda perché l’olio defluisca meglio e tale aspersione si ripete fino a che non ne esce più… I raccolti più abbondanti di olive hanno dato, in un solo anno, fino 129 quintali d’olio a Lipari…156 a Filicuri, qui c’è chi ne produce quaranta quintali in un anno (!)…”

La prossima volta si raccontererà… a proposito dei fichi, della ‘Cuntrata Zuccu Ranni’ , della coltivazione dei mandorli, dei carrubi, dei diffusi alberi da frutta delle palme , dell’uva dei loro vari nomi…dell’olio per lampade, ecc

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